Lavoro minorile – riepilogo della normativa

Si ritiene utile proporre una sintesi della disciplina del lavoro minorile in considerazione anche dell’aumento dell’occupazione di lavoratori minorenni durante la chiusura estiva delle scuole.
1.PRESUPPOSTI
I presupposti (art. 1 comma 622 L 296/2006) per l’instaurazione di un rapporto di lavoro con un lavoratore minorenne sono:
il compimento dell’età minima per l’accesso al lavoro fissata a 16 anni;
l’assolvimento dell’obbligo scolastico corrispondente alla frequenza scolastica per almeno 10 anni.
Fanno eccezione i rapporti di apprendistato caratterizzati dalla funzione formativa, nel cui ambito è ammessa l’assunzione a partire dal quindicesimo anno di età (art. 43, D.lgs 81/2015).
Prima di adibire il minore al lavoro, il datore di lavoro è tenuto:
– a verificare ed eventualmente aggiornare il documento di valutazione dei rischi (DVR) per valutare i rischi specifici in relazione allo sviluppo psicofisico del lavoratore minorenne e prevedere le misure di sicurezza;
– a sottoporre il minore ad una visita medica preventiva svolta dal medico del lavoro nominato per la sorveglianza sanitaria ai sensi della disciplina per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Per quanto riguarda la stipula del contratto di lavoro, tenuto conto dei diversi orientamenti dottrinali, riteniamo opportuno che lo stesso sia firmato anche dai genitori esercenti la patria potestà.
 2. ATTIVITA’ VIETATE
I lavoratori minorenni non possono eseguire i lavori elencati all’ALLEGATO I della legge n.977/1967, potenzialmente nocivi per lo sviluppo psicofisico.
Nel rimandare ogni dettaglio all’allegato I, segnaliamo che i minori:

  • non devono essere esposti a rumori che superano gli 90 db e non devono venire in contatto con sostanze tossiche, corrosive, esplosive, cancerogene, nocive o che esporrebbero loro a particolari rischi per la salute;
  • non possono lavorare nelle macellerie in cui si utilizzano arnesi taglienti e celle frigorifere;
  • devono evitare di utilizzare saldatrici ad arco o ossiacetileniche;
  • non possono compiere lavori utilizzando martelli pneumatici, pistole fissachiodi, strumenti vibranti e apparecchi di sollevamento meccanici;
  • non devono svolgere lavori sulle navi in costruzione, nelle gallerie o utilizzando forni ad elevate temperature;
  • devono evitare di eseguire lavori all’interno di cantieri edili in cui si possono verificare rischi di crollo;
  • non devono essere adibiti al trasporto di pesi per più di 4 ore al giorno.

 3. ORARIO DI LAVORO
L’orario di lavoro dei minori non può superare le 8 ore giornaliere e le 40 settimanali: di fatto è esclusa la possibilità di svolgere  lavoro straordinario.
4. RIPOSI INTERMEDI E RIPOSO SETTIMANALE
 L’orario di lavoro giornaliero, pari a massimo 8 ore, non può svolgersi per più di 4 ore e mezza senza interruzione, ma il minore avrà diritto ad una pausa intermedia di un’ora.
I minori hanno diritto ad un riposo settimanale di almeno due giorni, se possibile consecutivi e comprendenti della domenica. Tale periodo può essere ridotto per fini organizzativi aziendali, ma non può essere in ogni caso inferiore alle 36 ore consecutive.
5. FERIE
 La disciplina delle ferie è la medesima prevista per la generalità dei lavoratori, per cui il minore ha diritto ad un minimo di  4 settimane annue di ferie, salvo previsioni dei Ccnl.
6. LAVORO NOTTURNO
E’ vietato di adibire i minori al lavoro notturno, ossia durante il periodo di almeno 12 ore consecutive comprendente l’intervallo tra le ore 22 e le ore 6 o tra le ore 23 e le ore 7.
7. SANZIONI
In caso di violazione della normativa sul lavoro minorile sono previste a carico del datore di lavoro, sanzioni penali ed amministrative, come segue:
– l’impiego di adolescenti in attività vietate e l’impiego di minori risultati non idonei a seguito di visita medica è punito con l’arresto fino a sei mesi;
– il mancato rispetto dell’età minima per l’ammissione al lavoro; la mancanza della visita medica; lo svolgimento di lavoro notturno; il mancato rispetto delle disposizioni dell’orario di lavoro e riposo settimanale, sono puniti con l’arresto non superiore a sei mesi o con l’ammenda fino a € 5.164,00;
– il mancato rispetto del divieto di adibire gli adolescenti al trasporto di pesi oltre 4 ore al giorno ed a lavorazioni con il sistema dei turni a scacchi; il mancato rispetto del riposo intermedio, sono puniti con l’applicazione della sanzione amministrativa da € 516,00 a € 2.582,00.
Si allega ALLEGATO I L. 977/1967
Allegato I

  1. Mansioni che espongono ai seguenti agenti:
  2. Agenti fisici:
  3. a) atmosfera a pressione superiore a quella naturale, ad esempio in contenitori sotto pressione, immersione sottomarina, fermo restando le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 321;
  4. b) rumori con esposizione media giornaliera superiore a 90 decibel LEP-d.
  5. Agenti biologici:
  6. a) agenti biologici dei gruppi di rischio 3 e 4 ai sensi dell’articolo 268 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
  7. Agenti chimici:
  8. a) sostanze e miscele che soddisfano i criteri di classificazione del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio in una o più delle seguenti classi di pericolo e categorie di pericolo con una o più delle seguenti indicazioni di pericolo:

– tossicità acuta, categorie 1, 2 o 3 (H300, H310, H330, H301, H311, H331);
– corrosione della pelle, categorie 1 A, 1 B o 1C (H314);
– gas infiammabile, categorie 1 o 2 (H220, H221);
– aerosol infiammabili, categoria 1 (H222);
– liquido infiammabile, categorie 1 o 2 (H224, H225);
– esplosivi, categoria “esplosivo instabile”, o esplosivi delle divisioni 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5 (H200, H201, H202, H203, H204, H205);
– sostanze e miscele autoreattive, di tipo A, B, C o D (H240, H241, H242);
– perossidi organici, di tipo A o B (H240, H241);
– tossicità specifica per organi bersaglio dopo esposizione singola, categorie 1 o 2 (H370, H371);
– tossicità specifica per organi bersaglio dopo esposizione ripetuta, categorie 1 o 2 (H372, H373);
– sensibilizzazione delle vie respiratorie, categoria 1, sottocategorie 1 A o 1 B (H334); – sensibilizzazione della pelle, categoria 1, sottocategorie 1 A o 1B (H317);
– cancerogenicità, categorie 1 A, 1 B o 2 (H350, H350i, H351);
– mutagenicità sulle cellule germinali, categorie 1 A, 1 B o 2 (H340, H341);
– tossicità per la riproduzione, categorie 1 A o 1 B (H360, H360F, H360FD, H360Fd, H360D, H360Df).

  1. b) sostanze e miscele di cui al Titolo IX, Capo II, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
  2. c) piombo e composti;
  3. d) amianto.
  4. Processi e lavori:

Il divieto è riferito solo alle specifiche fasi del processo produttivo e non all’attività nel suo complesso.
1) Processi e lavori di cui all’allegato XLII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
2) Lavori di fabbricazione e di manipolazione di dispositivi, ordigni ed oggetti diversi contenenti esplosivi, fermo restando le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 302.
3) Lavori in serragli contenenti animali feroci o velenosi nonché condotta e governo di tori e stalloni.
4) Lavori di mattatoio.
5) Lavori comportanti la manipolazione di apparecchiature di produzione, di immagazzinamento o di impiego di gas compressi, liquidi o in soluzione.
6) Lavori su tini, bacini, serbatoi, damigiane o bombole contenenti agenti chimici di cui al punto I.3.
7) Lavori comportanti rischi di crolli e allestimento e smontaggio delle armature esterne alle costruzioni.
8) Lavori comportanti rischi elettrici da alta tensione come definita dall’art. 268 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.
9) Lavori il cui ritmo è determinato dalla macchina e che sono pagati a cottimo.
10) Esercizio dei forni a temperatura superiore a 500 °(gradi)C come ad esempio quelli per la produzione di ghisa, ferroleghe, ferro o acciaio; operazioni di demolizione, ricostruzione e riparazione degli stessi; lavoro ai laminatoi.
11) Lavorazioni nelle fonderie.
12) Processi elettrolitici.
13) [Produzione di gomma sintetica; lavorazione della gomma naturale e sintetica].
14) Produzione dei metalli ferrosi e non ferrosi e loro leghe.
15) Produzione e lavorazione dello zolfo.
16) Lavorazioni di escavazione, comprese le operazioni di estirpazione del materiale, di collocamento e smontaggio delle armature, di conduzione e manovra dei mezzi meccanici, di taglio dei massi.
17) Lavorazioni in gallerie, cave, miniere, torbiere e industria estrattiva in genere.
18) Lavorazione meccanica dei minerali e delle rocce, limitatamente alle fasi di taglio, frantumazione, polverizzazione, vagliatura a secco dei prodotti polverulenti.
19) Lavorazione dei tabacchi.
20) Lavori di costruzione, trasformazione, riparazione, manutenzione e demolizione delle navi, esclusi i lavori di officina eseguiti nei reparti a terra.
21) Produzione di calce ventilata.
22) Lavorazioni che espongono a rischio silicotigeno.
23) Manovra degli apparecchi di sollevamento a trazione meccanica, ad eccezione di ascensori e montacarichi.
24) Lavori in pozzi, cisterne ed ambienti assimilabili.
25) Lavori nei magazzini frigoriferi.
26) Lavorazione, produzione e manipolazione comportanti esposizione a prodotti farmaceutici.
27) Condotta dei veicoli di trasporto, con esclusione di ciclomotori e motoveicoli fino a 125 cc., in base a quanto previsto dall’articolo 115 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e di macchine operatrici semoventi con propulsione meccanica, nonché lavori di pulizia e di servizio dei motori e degli organi di trasmissione che sono in moto.
28) Operazioni di metallizzazione a spruzzo.
29) Legaggio ed abbattimento degli alberi.
30) Pulizia di camini e focolai negli impianti di combustione.
31) Apertura, battitura, cardatura e pulitura delle fibre tessili, del crine vegetale ed animale, delle piume e dei peli.
32) Produzione e lavorazione di fibre minerali e artificiali.
33) Cernita e trituramento degli stracci e della carta usata senza l’uso di adeguati dispositivi di protezione individuale.
34) Lavori con impieghi di martelli pneumatici, mole ad albero flessibile e altri strumenti vibranti; uso di pistole fissachiodi di elevata potenza.
35) Produzione di polveri metalliche.
36) Saldatura e taglio dei metalli con arco elettrico o con fiamma ossidrica o ossiacetilenica.
37) Lavori nelle macellerie che comportano l’uso di utensili taglienti, seghe e macchine per tritare