Obbligo di fatturazione elettronica – Ipotesi di rifiuto della fattura elettronica da parte della P.A. – Novità del DM 24.8.2020 n. 132

Con il DM 24.8.2020 n. 132, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22.10.2020 sono state individuate le cause che consentono alle amministrazioni destinatarie delle fatture elettroniche di rifiutare i documenti, nonché le modalità attraverso le quali comunicare tale rifiuto al cedente o prestatore.
Il decreto entra in vigore dal 6.11.2020 e modifica il DM 55/2013 stabilendo che le P.A. possono rifiutare le e-fatture soltanto in 5 ipotesi:
– fattura riferita a un’operazione che non è stata posta in essere in favore del soggetto destinatario della trasmissione;
– omessa o errata indicazione del CIG o del CUP, da riportare in fattura ai sensi dell’art. 25 co. 2 del DL 66/2014;
– omessa o errata indicazione del codice di repertorio di cui al DM 21.12.2009, da riportare in fattura ai sensi dell’art. 9-ter co. 6 del DL 78/2015;
– omessa o errata indicazione del codice AIC e del corrispondente quantitativo da riportare in fattura ai sensi del DM 20.12.2017;
– omessa o errata indicazione del numero e della data della determinazione dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali.
Va evidenziato che, in base al nuovo decreto:
– le PA non possono mai rifiutare le fatture nei casi in cui gli elementi informativi possano essere corretti mediante le procedure di variazione ex art. 26 del DPR 633/72;
– il rifiuto andrà comunicato con le modalità previste dall’Allegato B al DM 55/2013 (§ 4.5), indicando la specifica causa del rifiuto.
Fonte Eutekne.info