Passaggio dal regime di vantaggio (c.d. Minimi) al regime forfetario – Transito in corso d’anno (risposta interpello Agenzia delle Entrate 14.5.2019 n. 140) –

Con la risposta interpello 14.5.2019 n. 140, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che è possibile il transito dal regime di vantaggio dei c.d. “Minimi” (DL 98/2011 e L. 244/2007) al regime forfetario (L. 190/2014) in corso d’anno, qualora si verifichi la fuoriuscita immediata dal primo dei citati regimi per superamento della soglia di 45.000,00 euro di ricavi e compensi (ossia di oltre il 50% del limite di 30.000,00 euro).
Sebbene abbiano caratteristiche in parte diverse, si tratta di due regimi naturali, applicabili dai contribuenti in possesso dei requisiti previsti dalle norme di riferimento, salvo opzione per il regime ordinario.
Ne emerge, dunque, una sorta di “continuità/consecutività”, che porta ad ammettere il naturale passaggio da un regime all’altro per comportamento concludente, laddove vengano meno i requisiti del regime di vantaggio, ma non anche del regime forfetario. In tale ipotesi, non opera l’art. 1 co. 111 della L. 244/2007, che obbligava coloro che uscivano con effetto immediato dal regime di vantaggio all’applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni. Viene, altresì, precisato che, al superamento in corso d’anno dei 30.000,00 euro:
ai fini IVA, è sufficiente modificare sulle fatture il riferimento al regime forfetario, anziché a quello di vantaggio;
– ai fini dell’imposizione diretta, il reddito imponibile per l’intero anno sarà determinato applicando le sole disposizioni del regime forfetario.